Ritorniamo in questa bellissima spiaggia dopo i precedenti soggiorni negli anni '70 e poi nel 1983, 1986 e 1987. Come spesso accade, rivivere in un luogo dopo tanti anni produce emozioni che si scostano dalle aspettative, a volte solo un po', altre parecchio.
In questo caso ce l'aspettavamo: questa baia e questo villaggio sono stati devastati dal pauroso incendio del 24 luglio 2007. Nel link c'è un video, che spero non venga rimosso, che testimonia la progressione delle fiamme, i momenti di panico e l'effetto devastante sulle cose e sul paesaggio.
Inoltre, supponiamo, in tutti questi anni devono essere cambiati più volte anche i gestori, visti i cambiamenti dei prezzi. Quest'anno il costo ci è parso finalmente ragionevole e abbiamo deciso di ritornare.
Pare che nulla sia cambiato nel paesaggio: la folta pineta in cui è immerso il villaggio si è ricostituita e la lunga spiaggia sabbiosa è meravigliosa come sempre. Bisogna considerare che il villaggio occupa quasi un'intera valle e le sistemazioni e i servizi sono dislocati in modo degradante verso la baia. Quindi passeggiando o anche semplicemente dovento raggiungere il market o la reception posti nella parte alta, sotto i pini, tra piante e fiori della macchia mediterranea, si possono godere prospettive sempre diverse ma ogni volta affascinanti.
Nei precedenti soggiorni, in tenda e poi in roulotte, avevamo provato diverse sistemazioni ma alla fine avevamo deciso che la zona migliore per noi era quella a destra in basso vicino al mare. La zona ora è chiamata "Orione" e negli anni '80 era decisamente spartana e per niente ombreggiata ma direttamente sul mare. Oggi è una vera meraviglia: le piazzole sono disposte su lievi terrazze degradanti dall'area servizi in alto fino alla spiaggia e sono totalmente circondate da siepi di oleandri fioriti intercalati a ulivi e eucalipto. Non potevamo trovare sistemazione migliore.
Ci sono invece cambiamenti che ci hanno lasciati perplessi. Le nostre vacanze al mare sono sempre state tra fine giugno e luglio e abbiamo sempre trovato i campeggi e i villaggi piuttosto affollati. Questa volta l'area campeggio sotto la pineta che degrada verso il mare è pressochè vuota e anche molte case mobili sono chiuse. Inoltre la tipologia dei turisti ci sambra cambiata: ci sono meno stranieri e tra questi meno persone del nord e più dell'est europa. Già, l'europa si è allargata, è vero, ma forse anche il target di chi gestisce il villaggio.
A parte questo, la cosa però che ci ha creato problemi è stato il market. La prima settimana era desolante: scaffali vuoti e pochissimi cibi freschi. Poi è migliorato un po' ma non ha mai raggiunto livelli di forniture accettabili. Soggiornando in un piccolo camper, per godere di un minimo di confort, dobbiamo attrezzare un piccolo accampamento, agganciando una veranda al mezzo e predisponendolo per la notte. Non trovando alimenti a distanze raggiungibili a piedi e non disponendo di altri mezzi di locomozione siamo stati costretti almeno un paio di volte a smontare e rimontare in parte il nostro equipaggiamento per poter raggiundere il paese.
Ho anche tentato di raggiungere un market esterno al paese risalendo a piedi per un bel po' la collina ma è stata una delusione: poca roba anche qui. Poca fortuna anche con il vicino campeggio che occupa oggi la parte sinistra della baia: un bar con solo poche cose di prima necessità.
Strano, veramente strano tutto questo e anche un po' triste. Noi come turisti alla fine ce la possiamo cavare anche se con qualche disturbo e qualche rinuncia ma spiace per la gente del luogo che di questo vive e che pare abbia in parte perso un periodo redditizio come lo era una volta anche il mese di giugno.
Bar e spiaggia da collina market
La spiaggia nel 1983
Trabucco al tramonto
Bar della spiaggia